L’approdo

immagineAgli inizi del 1100, dato l’aumento della popolazione e le condizioni precarie della vecchia chiesa, il vescovo di Monopoli Romualdo, con l’ausilio del conte normanno Roberto di Wasville, diede avvio all’edificazione di un tempio più grande in stile Romanico.
Realizzati i muri, l’edificio non poteva essere ultimato per mancanza, in luoghi vicini, di travi di dimensioni tali da reggere il tetto. In mancanza di soluzioni il Vescovo si affidò alla Madonna, che non fece tardare il suo intervento.

Secondo fonti storiche infatti (Historia et Miracoli della divota e miracolosa Imagine della Madonna della Madia, di F. A. Glianes del 1643 e il primo volume della Italia Sacra di F. Ughelli, sempre del 1643) , l’evento miracoloso accadde nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1117.

La Madonna, in quella notte, andò in sogno al sacrestano della cattedrale, Mercurio, dicendogli che le travi per la costruzione del tetto della Basilica, lo aspettavano al porto. Mercurio si recò allora dal vescovo per riferirgli ciò aveva sognato ma venne tacciato di ubriachezza: tornato a casa ebbe di nuovo la visione di Maria che, sdegnata, gli ripeteva le stesse parole.

Ma di nuovo il vescovo lo accusò di aver esagerato con il vino la sera prima. La terza volta, dopo aver di nuovo sognato la Beata Vergine, Mercurio si recò personalmente al porto per verificare la veridicità di ciò che aveva sognato: tornato dal Vescovo riferì di nuovo il tutto, e questa volta Romualdo, dopo essersi accertato anch’egli del miracoloso approdo, vestito di abiti pontificali si recò al porto insieme al popolo, svegliato dal suono delle campane che si muovevano per mano degli angeli, e lì, sempre secondo le fonti, l’Icona di Maria, aleggiante sulla zattera di trentuno travi, non si lasciò prendere ai primi due tentativi, come “rimprovero” per l’incredulità del Vescovo.

Solo dopo che per la terza volta la zattera andò verso il largo per poi riavvicinarsi, l’Icona fu presa e portata in processione fino in chiesa, mentre le campane suonavano senza che mano umana le toccasse.

Quelle travi che hanno così tanto navigato per mare, dopo la ricostruzione della cattedrale in forme barocche (nel ‘700), sono ancora in alto, oltre il tetto in pietra, a sostegno delle capriate e nella prima cappella a destra.