La Santa Icona

L’opera è una tempera su tavola, una sorta di “preghiera figurata” in cui anche i colori rispettano le rigide regole del rivolgersi a Dio. Si tratta di una Madonna Odegitria (Colei che indica la Via): la Madonna ci indica, con la mano destra ed il capo leggermente inclinato, il Cristo.

La Vergine indossa un tradizionale maphorion greco, abito di solito utilizzato dalle suore ma di colore violaceo, qui invece nero. Sul manto presente un’unica stella, sul capo: probabilmente un poco attento restauro antico ha cancellato le altre due stelle che dovevano essere raffigurate sulla parte alta della spalla della Madonna, ad indicare la Verginità prima durante e dopo il parto.

Lo stesso restauro ha cancellato forse le scritte MHP OU e IC XC,anagrammi in greco di Madre di Dio e Gesù Cristo, presenza necessaria per l’ammissione al culto delle icone. La mano del Bimbo, raffigurato come un adulto ad indicare la sua responsabilità e divinità, è perfettamente al centro del quadro e benedice alla maniera greca unendo pollice e anulare, simbolo dell’unione dell’umano e del divino.

Le lumeggiature e i fili d’oro del vestito del Cristo sono espressione della sua regalità solare. Nella mano sinistra un cartiglio, riferimento al capitolo IV del vangelo di San Luca, con la profezia della venuta del Cristo stesso. Le gambe incrociate annunciano i momenti della passione. Completano la scena due piccole figure umane, molto probabilmente aggiunte successivamente: a destra un abate dell’Ordine di San Basilio (l’attribuzione è certa poiché il religioso indossa un saio nero) e a sinistra un diacono con un cero acceso.